Non è la carenza di denaro che fa fallire le aziende, ma la carenza di idee e la mancanza di amore per il proprio lavoro…

La procrastinazione è stata identificata come la prima causa di insuccesso, personale e di gruppo, laddove la responsabilità, viceversa, è la capacità di agire in modo efficace, di intervenire facendo, senza aspettare (aspettare chi? Cosa?). Non ti comportare come il gatto spaventato che, abbagliato dai fari dell’auto, dimentica l’agilità di cui è dotato e, paralizzato, viene investito in pieno!

Per agire alla svelta il metodo c’è: interrogare quell’enorme database che abbiamo racchiuso nella scatola cranica. Le domande servono a tutto nella vita: chi domanda comanda nella comunicazione, quindi nei rapporti interpersonali e commerciali. L’abilità nel porsi le domande corrette, poi, è ancor più cruciale: a domande intelligenti possono seguire risposte intelligenti, ma a domande stupide seguiranno necessariamente risposte stupide o superficiali.

Le domande: cibo sano per la mente! Ma quando lo facciamo? Magari alla sera, nel momento di maggior stanchezza, o nei ritagli di tempo… Allora ti chiedo spassionatamente: smettila di leggere i giornali. Quante nuove idee hai sperimentato negli ultimi mesi? D’altronde restare al palo in attesa di tempi o eventi migliori non è indifferente rispetto al tuo destino: lentamente ne perdi in autostima, in energie, in serenità e in sogni; tutte caratteristiche tipiche, al contrario, delle persone e delle aziende di successo.

Il fallimento di un’azienda equivale alla morte di una persona: la carenza di idee che “pulsano” nel tuo gruppo di lavoro assomiglia all’insufficienza cardiaca di un organismo che si sta spegnendo. A tal proposito, le tue idee come ti fanno sentire? Di sicuro se non provi niente non accadrà niente! Ma in tempi di magra ti consiglio una risorsa spesso trascurata: i tuoi collaboratori (se sei un imprenditore) e più in generale le persone attorno a te. Hanno buone capacità relazionali? Sono creativi? Favoriscono un clima positivo? Sono curiosi? Il nuovo non li spaventa?

E tu, da ultimo, sai tenertele vicino? In altre parole, sai come ci si stente a stare con te?