In diversi casi l’incontro col commercialista per vedere come agire di fronte alla crisi o per fronteggiare l’ennesimo decreto governativo, si risolve in un nulla di fatto. Per carità, non ce l’ho con nessuno, ma devi riconoscere che se tu non ti consideri ancora un imprenditore anche il tuo consulente non lo è, e affronterete le avversità da professionisti, cercando esclusivamente di razionalizzare i costi. La razionalità è una buona qualità, ma non è sufficiente per affrontare il nuovo mondo, perché di questo si tratta. E quando si tratta di risparmiare è sul personale che si posa l’attenzione di tutti. Non intendo parlare di quelle situazioni in cui si è sovradimensionati per quieto vivere, per abitudine, per comodità, per non sapere dire di no a qualcuno, per tradizione “familiare”,… Forse in queste situazioni sarà necessario smuoversi da una staticità perniciosa, ma in tutti gli altri casi ci sarà pure una soluzione alternativa; ed è su questo che voglio farti riflettere.

Già ti vedo storcere il naso, ma non sono io che cerco di parlarti in ogni maniera, è il mondo, il quale ha già rivoluzionato tutto: percezioni dei clienti, rapporto con le banche, comunicazione, bisogni evoluti da parte delle persone, importanza degli aspetti intangibili della vita,… Quindi, fai fare al commercialista il commercialista e non altri mestieri; e tu fai l’imprenditore, quello che si deve reinventare per sopravvivere tra le tante opportunità che si stanno aprendo. Cambia occhiali!

Il modo migliore per ridurre i costi e risparmiare, non mi stanco mai di ripeterlo, è chiudere l’azienda; mi pare che se sei arrivato fin qui non è per sentirti dare questo tipo di risposte. Troppo spesso il taglio del personale è visto come l’unica soluzione alla crisi ma è solo un palliativo temporaneo: combatte per un po’ i sintomi e non la causa. Pessima medicina! E poi, non si possono abbattere i costi senza abbattere le persone; tutte, nessuna inclusa, perché un’operazione del genere farà pensare ai tuoi collaboratori: “Chi sarà il prossimo?”, magari scatenando invidie e qualche lotta intestina.

In realtà quali sono le motivazioni più comuni che ho raccolto in questi anni? Li elenco alla rinfusa:

  1. finalmente mi libero del magazziniere antipatico e lento;
  2. le persone costano troppo;
  3. devo dare un segnale al gruppo che occorre darsi una mossa;
  4. non ci sono altri costi che si possono ridurre così facilmente;
  5. siamo effettivamente tanti;
  6. quando li ho assunti erano altri tempi e altri livelli di redditività;
  7. effettivamente le cose che fa costui le può fare qualcun altro;
  8. quella farmacista mi allontana i clienti col suo comportamento;
  9. mando via la più giovane perché non ha famiglia e mutuo sulle spalle;
  10. scelgo Tizio perché non mi farà vertenza. Non voglio rogne.

Mi chiedo come mai questa analisi tu non l’abbia fatta prima e non vi abbia provveduto per tempo: pigrizia, la tua, o incapacità a gestire le persone? Pensaci un po’…

Razionalizzare è necessario, perché punta all’efficienza aziendale, ma l’efficienza può ben poco se non si mettono in piedi strategie efficaci, cioè capaci di farti arrivare agli obiettivi che ti stai ponendo. Ne hai? Se la risposta è negativa devi tornare indietro di qualche casella, come nel gioco dell’oca!