Sembra il titolo di un giallo; la trama attorno alla scomparsa di una bella signora, ai tempi molto attiva e… prosperosa.

Qualche anno fa una titolare mi gratificò con un prodotto che amava fare con le sue proprie mani: era un dopobarba cremoso che il sottoscritto, interessato ai prodotti idratanti, gradì molto. Per un po’ di tempo ne apprezzai le caratteristiche fisiche ma un giorno successe qualcosa che doveva sovvertire per sempre un mio modo di pensare. Mi ero appena svegliato e di fronte ai miei occhi, sulla specchiera del bagno, si stagliava quel flacone con ben impressa sull’etichetta il nome della farmacia in questione.

Presi in mano la bottiglietta, la girai tra le dita ed esclamai tra me e me: “Perbacco, questo non è un semplice dopobarba, ma un potente strumento di marketing!”. Era vero, fantasticamente vero. Tu non fai nulla e il prodotto ogni mattina, tutti i giorni instancabilmente, parla di te.

È vero, mi dirà più di qualcuno: occorre lo spazio, i soldi per l’attrezzatura, una persona addetta, anche solo temporaneamente ma costantemente, il rispetto di norme talvolta “ingombranti”, la gestione dei residui di materie prime,… Ma la hai mai valutata come una delle azioni strategiche più interessanti per il tuo futuro? Ti elenco solo qualche considerazione a tal proposito:

  1. la realizzazione di prodotti galenici è di sicuro ad elevata marginalità;
  2. hai la possibilità di portare il tuo nome all’interno di tutte le case del vicinato;
  3. offri una chance di lavoro motivante a un collaboratore, che si sente più portato verso il processo produttivo e meno verso la relazione col pubblico;
  4. caratterizzi l’immagine della farmacia e la distingui dalla concorrenza;
  5. fornisci, attraverso questi prodotti, un’immagine di bontà lontana dai cliché industriali;
  6. riprendi l’“artigianalità” del farmacista di un tempo, non per nostalgia bensì come un ritrovato rapporto personalizzato con la clientela.

E, visti i tempi, scusa se è poco…

Come le gioiellerie hanno perso la loro caratteristica di artigianalità e di servizio personalizzato, limitandosi a divenire negli ultimi decenni distributori dell’industria, così è successo per le farmacie. Ma oggi che si sente la necessità della personalizzazione del prodotto, della relazione con specifici clienti, dell’esclusività del servizio, ebbene la farmacia che intende riconquistare la galenica ha qualche freccia speciale al proprio arco!

Ovviamente non voglio qui parlare di un’attività come se fosse l’unica “salvifica” delle sorti della farmacia italiana. Desidero, però, farti mettere l’attenzione a quei settori che la farmacia nel tempo ha “perso”, su cui ha distolto l’attenzione, ovvero non ha mai preso in considerazione. Mi sovviene l’esempio della veterinaria: un tempo presente in farmacia ed oggi, in una società che vede una sempre maggiore presenza di animali domestici nelle nostre case, praticamente scomparsa. Un vero e proprio nonsenso!